Idomeni, iI giorno

Idomeni, iI giorno

Angela e Stefania sono due volontarie di Ospiti in Arrivo e ieri mattina sono partite alla volta di Idomeni, al confine greco-macedone.

Saranno per noi lo sguardo critico su una realtà di soprusi e violazioni. Occhi e orecchie aperte sul campo. Ecco alcune loro riflessioni.

 “Ogni persona con cui abbiamo parlato ci ha invitato a sederci e a prendere un chay, tra vento e fuochi di fortuna. Questa realtà continua a stupirci: accoglienza e normalità laddove non esiste nessun diritto e nessuna umanità. Se non quella delle persone che non smettono mai di sorridere.

I bambini ci seguono e ci abbracciano. Semplicemente ci stanno vicino pur non avendo nulla da offrire, se non sorrisi e qualche buffo tentativo di comunicare in lingue reciprocamente incomprensibili.

Gli adulti, invece, si raccontano: la propria storia, il triste addio al loro paese, la ricerca di una nuova vita.

Un signore siriano ci ha raccontato di esser stato catturato da Daesh. Ci ha pregati di non chiamarli Is (Stato Islamico), perchè “quelli di islamico non hanno nulla, loro tagliano solo le gole alle persone”. Lui era stato torturato e ora aspettava con pazienza semplicemente di poter passare il confine.

Si ha l’impressione che qui la gente abbia bisogno di parlare: non chiedono vestiti o cibo, ma solo attenzione. Nessuno pensa neanche minimamente di tornare in Turchia.

Ci siamo dati appuntamento domani per un’altra chiacchierata.”