Ospiti in Arrivo riferisce sulla manifestazione odierna dei richiedenti asilo in piazzale d'Annunzio

Comunicato Stampa

Ospiti in Arrivo riferisce sulla manifestazione odierna dei richiedenti asilo in piazzale d’Annunzio

In tarda mattinata la nostra associazione è stata informata da un cittadino riguardo alla protesta organizzata e portata avanti da alcuni rifugiati afghani e pakistani in Piazzale D’Annunzio. Due membri dell’associazione si sono immediatamente recati sul posto per verificare la situazione e informarsi sulle ragioni che hanno portato alla protesta.

Un piccolo gruppo si era di fatto riunito nel piazzale in mattinata, esponendo cartelli. Le volontarie hanno potuto riconoscere nel gruppo alcuni rifugiati, e altre persone che comunque hanno già avuto l’audizione alla Commissione Territoriale, tutti conosciuti dall’associazione stessa, i quali, arrivati a Udine alcuni mesi fa, e già inseriti in accoglienza, sono stati poi spostati a Lignano, Piani di Luzza e Collina, per essere in ultimo reindirizzati a Udine, nella tendopoli gestita dalla Croce Rossa Italiana. In inglese i manifestanti hanno spiegato a Ospiti in Arrivo le ragioni della loro protesta. E’ stato sollevato, prima di tutto, il fatto che non è stata data loro l’opportunità di seguire regolarmente lezioni di italiano, che la CRI ha organizzato a Lignano, ma non sta portando avanti a Udine, lezioni che i ragazzi reputano necessarie per integrarsi nel tessuto sociale ed essere poi in grado di trovare lavoro una volta fuori dal programma di protezione sussidiaria. Si sono lamentati, in secondo luogo, dell’aspetto medico, denunciando il fatto che chi ha avuto problemi di salute non è stato adeguatamente seguito, come invece avrebbe diritto a essere, e che, in alcuni casi, le tessere sanitarie scadute non sono mai state rinnovate. Infine un ragazzo ha mostrato alle nostre volontarie un documento che attesta che ha ricevuto la protezione sussidiaria il primo giugno, spiegandogli che però avrebbe bisogno che la questura compili per lui il modulo necessario all’ottenimento del permesso di soggiorno. Quasi due mesi fa gli era stato detto che la questura sarebbe stata chiusa, arrivato a Udine per verificare ha scoperto che ciò non corrispondeva al vero.
Ospiti in Arrivo non era al corrente dell’intenzione da parte di questi ragazzi di portare avanti una protesta, ma nemmeno era all’oscuro delle problematiche denunciate, riguardo alle quali si confronta quotidianamente con i richiedenti asilo, con i rifugiati e con le istituzioni, con cui si ripropone di portare avanti un dialogo in vista del miglioramento di alcuni aspetti dell’accoglienza. Soprattutto, in occasione di alcuni incontri con la cittadinanza organizzati dall’associazione, erano già emersi dei disagi e alcuni ragazzi afghani avevano voluto spiegare al pubblico udinese l’importanza che avrebbe per loro un insegnamento metodico e sistematico della lingua. In altre sedi avevano lamentato gravi carenze igieniche alla caserma Cavalzerani.

Nello specifico dei problemi segnalati oggi dai rifugiati, l’associazione da alcuni mesi si è impegnata nel portare avanti lezioni di italiano aperte al parco Moretti, tre volte alla settimana, per ovviare, per quanto possibile con i mezzi a disposizione, alla mancanza di corsi di lingua istituzionali, nella convinzione che ciò sia utile non solo a chi fruisce di queste lezioni, ma anche alla cittadinanza in vista di una migliore integrazione.