Marcia delle Donne e degli Uomini scalzi

Marcia delle Donne e degli Uomini scalzi

11 settembre 2015, ore 17
Piazza Santa Maria Elisabetta, Lido di Venezia

Oggi tutti i riflettori sono puntati verso l’Ungheria, ma non dobbiamo dimenticare quello che sta succedendo in FVG.
Un mese fa a Gorizia è annegata una persona nell’Isonzo per lo stesso motivo per cui è annegato il bimbo in Turchia. Non ci sono immagini strazianti a dimostrarlo, ma la sua morte non può essere dimenticata.
Taimur rimane il simbolo di un sistema che fallisce dopo dopo giorno. D’altronde, se la sua vita avesse avuto anche solo un minimo di importanza, oggi 150 persone non dormirebbero lungo la riva dell’Isonzo, a Gorizia.
Il corpo di Taimur non è stato ancora rimpatriato. Nessuna ritualità compiuta. Una sorte davvero amara quella delle persone che non hanno valore né da vive né da morte, di coloro che muoiono a Gorizia per mancata accoglienza.
Oggi in FVG almeno 400 persone rimangono fuori dal sistema (stima al ribasso, perché nell’accoglienza anche i numeri sono un’opinione).
1000 persone hanno marciato fino all’Austria, tra quei mille ci sono anche afghani e pakistani che forse arriveranno a Udine, a Gorizia, a Trieste, a Pordenone. E secondo voi, dove andranno a dormire? Lungo le rive dell’Isonzo, al silos, alla tettoia, al parco.

E' arrivato il momento di decidere da che parte stare. Noi stiamo dalla parte degli uomini scalzi.