Chi siamo

La nostra storia
Ospiti in arrivo si è costituita quando a Udine non esistevano ancora strutture per la prima accoglienza delle persone che iniziavano ad arrivare numerose in città, soprattutto da Afghanistan e Pakistan, attraversando la rotta balcanica.
Chi voleva formalizzare la richiesta d’asilo alla questura di Udine dormiva all’addiaccio e aveva accesso a un solo pasto al giorno. Una situazione inaccettabile, oltre che una grave violazione del diritto d’asilo, di fronte alla quale un gruppo di volontariə è intervenuto fornendo pasti caldi e coperte nei luoghi dove i richiedenti asilo trovavano riparo: edifici dismessi, parchi, il sottopasso della stazione ferroviaria.
Questa prima importante esperienza ha segnato l’inizio delle attività dell'associazione: supporto in strada, advocacy e sensibilizzazione della società civile, avvio di una scuola di italiano, organizzazione di una raccolta di beni di prima necessità, raccolte fondi. Nei primi due anni di attività, abbiamo assistito oltre tremila persone.
Abbiamo poi avviato una serie di progetti di monitoraggio lungo la rotta balcanica e in Grecia, per portare aiuto umanitario e soprattutto per cercare di capire il contesto e le modalità di queste migrazioni, raccogliendo storie e testimonianze delle persone in movimento.
Dopo più di dieci anni, la nostra presenza sul territorio è, purtroppo, ancora necessaria: la libertà di movimento e i diritti delle persone migranti e straniere sono ancora terreno di battaglia e le tutele conquistate tuttora in pericolo.
Chi voleva formalizzare la richiesta d’asilo alla questura di Udine dormiva all’addiaccio e aveva accesso a un solo pasto al giorno. Una situazione inaccettabile, oltre che una grave violazione del diritto d’asilo, di fronte alla quale un gruppo di volontariə è intervenuto fornendo pasti caldi e coperte nei luoghi dove i richiedenti asilo trovavano riparo: edifici dismessi, parchi, il sottopasso della stazione ferroviaria.
Questa prima importante esperienza ha segnato l’inizio delle attività dell'associazione: supporto in strada, advocacy e sensibilizzazione della società civile, avvio di una scuola di italiano, organizzazione di una raccolta di beni di prima necessità, raccolte fondi. Nei primi due anni di attività, abbiamo assistito oltre tremila persone.
Abbiamo poi avviato una serie di progetti di monitoraggio lungo la rotta balcanica e in Grecia, per portare aiuto umanitario e soprattutto per cercare di capire il contesto e le modalità di queste migrazioni, raccogliendo storie e testimonianze delle persone in movimento.
Dopo più di dieci anni, la nostra presenza sul territorio è, purtroppo, ancora necessaria: la libertà di movimento e i diritti delle persone migranti e straniere sono ancora terreno di battaglia e le tutele conquistate tuttora in pericolo.
"Le persone non migrano perché i confini sono aperti ma a causa dei profondi squilibri geopolitici del nostro mondo. E quando i confini si chiudono, le migrazioni non si fermano, diventano solo più rischiose. La violenza dei confini non investe solo le persone migranti, ma tuttə noi e il tipo di società che stiamo costruendo"
Anna
Volontaria di Ospiti in arrivo
Su di noi
Ospiti in arrivo oggi è un'associazione formata da una cinquantina di volontariə di diverse età, generi, provenienze ed esperienze, e appoggiata da tantə sociə e associazioni amiche.
Crediamo nella libertà di movimento e di autodeterminazione, nell'uguaglianza tra le persone, nel pluralismo culturale e nel rispetto dell'alterità, nella costruzione comunitaria di ponti e reti di solidarietà, nell'abolizione di confini chiusi ed esternalizzati, dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio, dell'attuale sistema di "accoglienza" concentrazionario e ghettizzante e dello sfruttamento, nella fine dell'egemonia di potenze guerrafondaie e colonizzatrici.
Ci accomuna la volontà di agire in solidarietà con chi migra secondo un approccio non meramente umanitario, ma politico: quaderni e zuppe non sono carità, ma si accompagnano a una forte denuncia del presupposto che rende il nostro impegno necessario: la violenza dei confini. Le nostre azoni, in questo senso, sono volte a costruire insieme una società più giusta, nella quale finire per diventare superfluə.
Siamo un'organizzazione indipendente: ci sosteniamo esclusivamente grazie alle risorse messe a disposizione da cittadinǝ tramite raccolte fondi e donazioni e all'opera dellə nostre preziosə volontariǝ.
Crediamo nella libertà di movimento e di autodeterminazione, nell'uguaglianza tra le persone, nel pluralismo culturale e nel rispetto dell'alterità, nella costruzione comunitaria di ponti e reti di solidarietà, nell'abolizione di confini chiusi ed esternalizzati, dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio, dell'attuale sistema di "accoglienza" concentrazionario e ghettizzante e dello sfruttamento, nella fine dell'egemonia di potenze guerrafondaie e colonizzatrici.
Ci accomuna la volontà di agire in solidarietà con chi migra secondo un approccio non meramente umanitario, ma politico: quaderni e zuppe non sono carità, ma si accompagnano a una forte denuncia del presupposto che rende il nostro impegno necessario: la violenza dei confini. Le nostre azoni, in questo senso, sono volte a costruire insieme una società più giusta, nella quale finire per diventare superfluə.
Siamo un'organizzazione indipendente: ci sosteniamo esclusivamente grazie alle risorse messe a disposizione da cittadinǝ tramite raccolte fondi e donazioni e all'opera dellə nostre preziosə volontariǝ.
